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Lunedì 17 Giugno 2013 17:14

CULTURA DONNA: SOCIETA’, LAVORO, POLITICA.

(Colloquium a cura di Tiziana Fraterrigo)

Credo non sia necessaria una ricostruzione storica della realtà delle donne ma serve a comprendere diversi epifenomeni. In secoli di civiltà e soprattutto in quelle arcaiche il matriarcato era potentissimo ed in esso veniva riposto ogni senso di fiducia e responsabilità, in relazione alla gestione dei figli, della loro educazione e della stessa casa. La figura della donna era quella della madre, nobilissima accezione, della terra fertile e ricca e della stessa natura. Nessuna ammissione alla vita pubblica.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Giugno 2013 17:55
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Martedì 05 Marzo 2013 12:24

Natalino Irti: Il nichilismo giuridico

(di Laura Zecchi)

Professore ordinario dal 1968, Irti ha insegnato nelle università di Sassari, Parma, Perugia e Torino. Nel 1977 è chiamato alla facoltà di giurisprudenza dell'università di Roma La Sapienza, dove ha insegnato istituzioni di diritto privato, diritto civile e teoria generale del diritto. Presidente dell'Istituto Italiano per gli Studi Storici, Direttore responsabile di "Diritto dell'Impresa",  Membro della direzione di: Giustizia Civile; Le nuove leggi civili commentate; Diritto e Società; Quadrimestre; Tempo Presente. Avvocato già membro del Consiglio Nazionale Forense. È accademico dei Lincei. Su indicazione del Partito Liberale, ha ricoperto vari incarichi in imprese di Stato ed è stato presidente del Credito Italiano, vicepresidente dell'Enel, membro del Cda Iri e del Comitato Privatizzazioni. Dal 1985 al 1987 è stato anche consigliere comunale di Roma, eletto proprio nelle liste del PLI. Deve una grande fama alla sua opera "L'età della decodificazione". Oltre agli studi più strettamente aderenti al diritto civile, Irti  ha legato il suo nome al tema della progressiva perdita della centralità del Codice civile nel diritto privato, arrivando a dimostrare la nascita e lo sviluppo di sotto-sistemi normativi, governati da principi propri. Il suo articolato pensiero giuridico muove dall'analisi concettuale e formale degli istituti, da una strenua difesa della forma come metodo di decisione nella governance privata e pubblica. Nelle sue ultime opere ha teorizzato il "nichilismo giuridico ontologico" come esito ineluttabile della post-modernità e della globalizzazione.

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Marzo 2013 12:29
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Venerdì 19 Aprile 2013 14:22

"Avere meno di 30 anni oggi in Italia" - relazione al Cenacolo del 17 aprile 2013

di Selma Kercova

 

La giovinezza sarebbe un periodo più bello se solo arrivasse un po' più tardi nella vita.” (C.Chaplin)


Si parla molto oggi del comportamento dei giovani.

Si va dalla generica maleducazione, lamentata spesso dagli adulti e dagli anziani, alla mancanza di rispetto per le persone e per le norme sociali di comportamento, fino a episodi di violenza e bullismo che diventano veri e propri reati.

Prima di sottolineare i comportamenti errati dei ragazzi, bisogna analizzare e capire le cause che li provocano. Dalle analisi si percepisce e si deduce che il problema non sono solo i giovani in sé, bensì anche la famiglia, le istituzioni e chi dovrebbe educarli. Quindi, la società stessa.

Da qualche decennio a questa parte i giovani sono scontenti della società che li attornia: insoddisfatti dell’ambiente scolastico, del luogo di lavoro e della politica.

Ultimo aggiornamento Venerdì 19 Aprile 2013 16:55
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Doing Business 2012 PDF Stampa E-mail
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Venerdì 22 Febbraio 2013 17:07

Doing Business 2012: corruzione e Giustizia lenta penalizzano l’Italia!

(Laura Zecchi)

Il nostro Paese inoltre ha una pessima giustizia civile: Italia maglia nera per inefficienza e lentezza della Giustizia, che assieme a corruzione e lobbismo sfiduciano banche e investitori stranieri: i dati del rapporto Doing Business 2012.

La lentezza della Giustizia italiana – per concludere un processo e ottenere una sentenza definitiva sono necessari 1.210 giorni – è uno degli ostacoli per l’economia del nostro Paese, secondo il rapporto “Doing Business 2012”, secondo cui per risolvere una controversia commerciale tra due imprese, servono in media 3,3 anni. I dati inchiodano l’Italia al 158esimo posto su 183, evidenziando il baratro con le altre principali economie UE come Francia e Germania dove, rispettivamente, i processi si concludono in 331 e 394 giorni. Inoltre, processi così lunghi comportano scarsa fiducia dalle banche (che quindi erogano sempre meno credito) ed una minore possibilità di crescita economica e lavorativa delle aziende, oltre che un tasso di mortalità delle imprese in continuo aumento. L’economia nazionale in questo modo non può che indebolirsi, né riesce a difendersi dai duri colpi della corruzione che affliggono in modo analogo il Paese.

La corruzione  impedisce l’entrata di tanti investitori stranieri:basti pensare che nella percezione della corruzione l’Italia si piazza al penultimo posto davanti alla Grecia.

La legge anti-corruzione del 6 novembre 2012, n. 190 recante "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione", pubblicata in Gazzetta Ufficiale 13 novembre 2012, n. 263 è pertanto un intervento normativo volto a rafforzare l’efficacia e l’effettività delle misure di contrasto al fenomeno corruttivo. Tiene conto sia delle indicazioni fornite da taluni strumenti sovranazionali di contrasto alla corruzione già ratificati dal nostro Paese (Convenzione Onu di Merida e la Convenzione penale sulla corruzione di Strasburgo), sia degli standard internazionali di contrasto ai fenomeni corruttivi. Una legge che potrebbe portare ad un reddito superiore del 2-4% (Banca mondiale), annullando quella che ormai è una «tassa» del 20% sugli investimenti stranieri.

Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Febbraio 2013 17:16
 
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